Nel 1494 Giorgio di Challant offrì a Carlo VIII, re di Francia il Moscato Passito di Chambave. Molte sono le testimonianze che questo nettare che ancora oggi i vigneti di Chambave ci permettono di apprezzare veniva prodotto fin dai tempi più antichi. I grappoli migliori del moscato bianco che crescono in questo limitatissimo angolo della nostra Valle d'Aosta vengono messi ad appassire in particolari ambienti arieggiati e al riparo dal sole.
Quando i pregiati chicchi perdono gran parte dell'acqua mettendo in evidenza la loro ricchezza zuccherina, vengono vinificati in modo tradizionale; il vino che se ne ottiene viene lasciato riposare fino a Natale dell'anno successivo alla vendemmia quando viene commercializzato.
Il Moscato di Chambave Passito è di colore giallo dorato intenso con una limpidezza cristallina. I profumi sono di grande intensità e persistenza ed è evidente l'aromaticità del vitigno, nell'ampiezza dei profumi floreali e fruttati sono riconoscibili i fiori d'acacia, il timo, la salvia, la viola appassita, la pesca gialla. la mandorla dolce, il miele.
Al gusto il vino è di raffinata dolcezza e morbidezza, un susseguirsi di eleganti sensazioni mai stucchevoli.
Grande vino da meditazione, si accompagna splendidamente con le tegole o può essere servito in abbinamento al fegato grasso o a formaggi piccanti.
Vista: giallo dorato intenso, cristallino, consistente.
Olfatto: profumi molto intensi e persistenti, aromatico, ampio, floreale e fruttato, fine.
Riconoscimenti: acacia, timo, salvia, viola appassita, pesca gialla, mandorla dolce, miele.
Gusto: dolce, caldo e morbido, pieno, rotondo, vino di corpo dal gusto intenso e persistente.
Sensazioni finali: dolci, di mandorle e miele.
Abbinamenti: grande vino da mediazione, da dessert, in particolare tegole, fegato grasso, formaggi piccanti e erborinati.
Giudizio finale: grande vino da mediazione, molto elegante, mai stucchevole