Nei vigneti di Chambave, un borgo nei pressi di Aosta, le uve del moscato bianco, straordinariamente ricche di aromi e profumi, riescono a esaltare le espressioni caratteristiche di questo vitigno.
E' senza dubbio uno dei bianchi più famosi della Valle d'Aosta, già noto sin dal Medio Evo, tanto che lo troviamo nelle cronache del XIV secolo quando l'aristocrazia valdostana new fece dono a Bona di Borbone, madre di Amedeo VIII di Savoia, il Conte Rosso.
Dopo la fama raggiunta nei secoli passati, il Moscato vide, alla fine del secolo scorso, drasticamente ridotta la propria produzione dall'imperversare della filossera e della peronospera, alle quali oltrechè alla muffa grigia, a causa della sua delicatezza, è molto sensibile.
Il risultato è un vino dal colore paglierio tenue, vivace, dall'evidente limpidezza cristallina. I profumi sono di particolare intensità e persistenza; dal ventaglio aromatico emergono sentori evidenti di salvia, timo, albicocca. Una chiusura delicata ci ricorda il profumo di pesca gialla. La ricchezza dei profumi ci stupisce quando al gusto il vino si presenta - insolitamente per un moscato - secco, caldo e di pregiata freschezza.
Le sensazioni finali, caratterizzano le qualità di questo vino in questa annata particolarmente felice.
Lo Chambave Muscat si presta ad essere bevuto fuori pasto, soprattutto come aperitivo, anche se trova buon abbinamento con crostacei e formaggi di media stagionatura.
Vista; giallo paglierino, riflessi verdolini, cristallino.
Olfatto: di buon impatto, fine, aromatico, floreale, fruttato.
Riconoscimenti: albicocca, salvia, timo, pesca.
Gusto: vino di buon corpo, consistente, secco, caldo, fresco.
Sensazioni finali: freschezza, aromaticità, elegante sapidità.
Abbinamenti: vino da aperitivo, crostacei, formaggi di media stagionatura.
Giudizio finale: vino di effetto, la sua sorprendente aromaticità, contrapposta al gusto secco e asciutto, lo rende veramente particolare.