La Fontina nasce in Valle d' Aosta, la regione italiana più piccola e più montuosa, nel cuore delle Alpi, fra le cime più alte dell' Europa Occidentale: il Monte Bianco, il Monte Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso.
La particolare posizione geografica di questa regione fa si che essa possa godere di un clima secco che favorisce lo sviluppo di una flora montana ricca di essenze botaniche e, quindi, di particolare pregio per il foraggio bovino.
La storia della Fontina risale indietro nel tempo, infatti, nell' archivio dell' Ospizio del Gran San Bernardo, fra i conti delle spese e delle entrate del mese di giugno 1717, compare il termine " Fontina ".
Sull' origine di tale termine esistono versioni discordanti che lo fanno risalire al nome di località geografiche o, al contrario, al cognome di una famiglia produttrice di formaggi, tutti, però, concordano sul fatto che sia il formaggio valdostano per eccellenza.
La Fontina è prodotta con latte di mucche di razza valdostana, la pezzata nera e la pezzata rossa, rigorosamente crudo, proveniente da una sola mungitura e la lavorazione deve essere effettuata nel più breve tempo possibile per evitare l' inizio di reazioni o fermentazioni nocive.
Il latte viene portato ad una temperatura non superiore ai 36°C e addizionato di caglio, un insieme di enzimi, batteri e fermenti lattici che favorisce una rapida coagulazione ( da 20 a 40 minuti ).
La massa coagulata viene mossa e alternativamente lasciata riposare fino a ridurla alla grandezza di chicchi di frumento.
Si procede, poi, a una semicottura, portandola a 47/48°C per circa mezz' ora. Una volta lasciato riposare l' ammasso caseoso viene raccolto in una tela e posto negli stampi, detti fascere.
Le Fontine vengono pressate per 12 ore, quindi, le forme morbide e bianche sono sistemate in ambienti umidi e freddi, rivoltate tutti i giorni, salate e spazzolate con acqua salata a giorni alterni fino alla formazione di una crosta marroncina.
La stagionatura avviene in ambienti naturali, per lo più grotte scavate nella roccia, cunicoli, miniere abbandonate e dura mediamente tre mesi.
A fine stagionatura, la Fontina si presenta in forme rotonde dello spessore di 7/10 centimetri e dal peso variabile dagli 8 ai 18 Kg.
Dopo accurati controlli, a tutela di questo celebre formaggio, viene apposto il marchio del Consorzio, che rappresenta, in forma stilizzata, il Monte Cervino.
Consigli utili: una volta acquistata la Fontina, se a pezzi, può essere conservata in frigorifero, nella zona meno fredda per 8/10 giorni, protetta con carta oleata o fogli di alluminio, nell' apposito contenitore che impedisce l' evaporazione della naturale umidità del formaggio.
La forma intera si conserva su assi di legno, in un ambiente fresco, mantenendo umida la crosta con una spazzola o con un panno umido di acqua salata.
E' necessario però lasciarla a temperatura ambiente per almeno un' ora prima di consumarla.
In cucina la Fontina trova largo uso grazie alla consistenza della sua pasta che fonde già a 60°C
Direttamente a tavola o in cucina nella preparazione di piatti particolarmente gustosi, è ottima con la pasta, con gli " gnocchi ", con le carni e le verdure.