La storia dell' uomo è intrecciata a quella della sua alimentazione e i formaggi ne sono la testimonianza più evidente perchè hanno accompagnato le vicende umane fin dalle epoche più remote.
Nel momento in cui l' uomo primitivo, da cacciatore emigratore, diventò stanziale e si dedicò prima alla pastorizia e poi all' agricoltura, imparò a trasformare il latte fresco in prodotti a media e lunga conservazione.
In un primo momento, il latte eccedente il fabbisogno giornaliero veniva usato per la preparazione di bevande ottenute attraverso la fermentazione acida degli zuccheri del latte, una specie di yogurt liquido, di cui parla già lo storiografo greco Erodoto, vissuto nel 400 A.C.
Lo yogurt vero e proprio, invece, è probabilmente di origine anatolica e la sua produzione si estendeva a tutti i Balcani e alle aree di influenza ottomana.
Nelle fertili pianure della Mesopotania, nella zona tra il Tigri e l' Eufrate, l' uomo aveva scoperto che, mettendo il latte a contatto con certe specie vegetali, si otteneva un coagulo che poteva essere conservato per parecchio tempo.
Il formaggio deve il suo nome ai Greci che chiamavano " formos " il cestino in cui ponevano il latte cagliato.
Fu proprio il diffondersi della civiltà Greca che introdusse il formaggio nella storia dell' uomo.
Successivamente, con la conquista della Grecia, i Romani perfezionarono le tecniche casearie e nell' età imperiale nacquero i primi caseifici.
Nel medioevo, l' arte di produrre formaggi veniva praticata sopratutto presso le abbazie e i conventi e sarà solo nel 1800 che si passerà dalle vecchie tecniche legate agli usi e alle tradizioni domestiche a nuove tecnologie sviluppate nei laboratori artigianali e industriali.